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La Nostra storia

Il Cantiere Navale Carlini è stato fondato nell’immediato dopoguerra da Roberto Carlini, il quale aveva appreso le tecniche della costruzione navale lavorando nei cantieri Gentili negli anni trenta/quaranta.

Le prime barche costruite sono state piccole derive tipo jole, beccaccini, dinghy, per poi passare a collaborare con progettisti nazionali quali l’ing. Mario Roberti (padre del famoso timoniere di Azzurra Stefano Roberti) e lo Studio Sciomachen.


Grazie alla credibilità acquisita, inizia la collaborazione con progettisti di fama internazionale quali Robert Clark, J.H. Hillingworth, Laurent Giles, German Frers Senior, William Gardner e altri.

Inizia poi, a metà degli anni cinquanta, una costante collaborazione con lo studio Sparkman & Stephens che porterà alla realizzazione di alcune delle barche più famose realizzate dal Cantiere Navale Carlini, quali la serie degli “Alnair”, degli “Elan”, dei “Dida”, dei “Kerkira”,  “Tarantella”, “Levantades”, “Sagittarius”, “Marea”, “Ananda I” e tante altre, fino alla fine degli anni settanta quando il regolamento IOR non permetterà più di realizzare barche da regata/crociera. L'ultimo progetto sarà “Ananda II” nel 1985.

Nei primi anni settanta fondamentale sarà il rapporto con l'armatore Raoul Gardini, che porterà, prima alla costruzione del “Naif”, progettato da Dick Carter e poco dopo alla realizzazione del “Moro Di Venezia 1976”, progettato da German Frers Jr., con il quale, il Cantiere Carlini realizzerà, poi, imbarcazioni come “Nita”, ”Antipolis”, “Rumegal” (attualmente Dida VI) e “Sely”.


Dopo aver conseguito il diploma all’Istituto Nautico di Ancona, Stefano Carlini inizia a lavorare con il padre Roberto in maniera definitiva.

Nei primi anni ottanta inizia la collaborazione con l'Arch. Carlo Sciarrelli.


Nasceranno così bellissime imbarcazioni come , “Serida I”, “Chica Boba III”, che ha partecipato alla edizione della Ostar del 1984, e “Serida II”, un kecht di 22 mt,  tutt'ora ammiraglia del cantiere,  che segnerà il passaggio delle consegne da padre a figlio, dopo la scomparsa del padre Roberto avvenuta nel 1985.

Seguiranno Clan I”, “Teresa”, “Fenice”, “Pamadica”, “Dulcinea”, “Hilde”, “Parsifal” “Iria”, “Latest Rorolima” (unico esemplare di barca a motore), “Angelica IV” e “Clan II”.

Degna di nota è la collaborazione con lo Studio Claudio Maletto da cui nascerà “Diva” (¾ tonner) e con lo Studio Vallicelli per la realizzazione di Conchita IV (cutter 57’).

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